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IL PROFESSIONISTA CERTIFICATO 

Pensate che incaricare un professionista certificato del settore edile possa apportare dei benefici ai vostri lavori? 

Così come si sceglie il miglior medico specialista od un ottimo avvocato, noi crediamo fermamente che sia doveroso applicare lo stesso criterio di ricerca anche per i lavori manuali e di edilizia, poiché richiedono anch’essi un’altissima professionalità, preparazione ed un costante aggiornamento.

Perché vi chiediamo questo? 

Perché siamo grandi sostenitori della formazione costante e professionalizzante. 

Il nostro, come molti lavori artigianali, è un MESTIERE, e in quanto tale è di lungo e difficile apprendimento. 

Finalmente, grazie alle normative nazionali ed europee degli ultimi anni, stiamo cominciando a tutelare il nostro lavoro da chi si improvvisa parchettista. 

Questo è sinonimo di garanzia per il consumatore, poiché andando ad individuare nell’albo soltanto i posatori certificati, questi fa una scelta serena di avere in cantiere una persona qualificata ed affidabile. 

Ed è anche sinonimo di tutela per noi lavoratori del settore, per poterci far valere anche come squadra di professionisti in un settore che ha purtroppo ancora troppe poche norme e regole. 

Nel nostro caso specifico, siamo orgogliosi di comunicarvi che il nostro STEFANO GHINELLI, fa parte del gruppo di PARCHETTISTI CERTIFICATI del 4 LIVELLO in conformità alla norma UNI 11556:2014 (pavimentazioni tradizionali, prefinite e rivestimenti di legno e/o a base legno) – con certificazione NR. 19-06643. 

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Siamo entusiasti di far parte di questo gruppo di colleghi professionisti, il tutto grazie soltanto all’associazione AIPPL: ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI PAVIMENTI IN LEGNO, che in merito alla sopracitata certificazione precisa quanto segue: 

Come previsto dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate) è possibile certificare – volontariamente – i professionisti che svolgono attività e hanno competenze contenute in specifiche norme tecniche UNI. In merito alla professione del parquettista, la norma di riferimento è UNI 11556:2014 (Attività professionali non regolamentate – Posatori di pavimentazioni e rivestimenti di legno e/o a base di legno – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza). Tale norma ha elaborato i Requisiti di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) agevolando, così, i processi di valutazione e convalidando i risultati dell’apprendimento a livello europeo. L’affidabilità e l’imparzialità di tutto l’iter, come stabilito da UNI 11556:2014, è affidata a un ente terzo e indipendente, in questo caso ICMQ (Istituto Certificazione Marchio di Qualità), riconosciuto da ACCREDIA (Ente unico per la certificazione). ICMQ, dunque, ha elaborato in collaborazione  con AIPPL il protocollo per il conseguimento della Certificazione secondo UNI 11556:2014. La Certificazione viene rilasciata solo dopo aver superato un rigoroso esame composto da una prova scritta, pratica e orale.

 

scritto da Francesca Ghinelli

04-11-2021

LE FINITURE DEL PARQUET 

Dopo aver deciso la struttura del vostro parquet, massello o prefinito che sia, rimane da decidere che tipo di finitura faccia di più al vostro caso. 

Esistono tre categorie: i pavimenti OLIATI, i VERNICIATI o quelli a CERA. 

Oggi parleremo delle due più utilizzate oggigiorno: olio e vernice. 

I primi, sono i più temuti per la manutenzione, ma tranquilli…! E’ tutto molto più semplice di quello che sembra! 

 

CARATTERISTICHE DEL PARQUET AD OLIO 

Gli oliati infatti, vengono nutriti e di conseguenza protetti tramite appositi oli naturali (ogni marchio ha il suo specifico).

Il liquido penetra all’interno dei pori del legno, il quale lo assorbe fino ad essere completamente saturo. 

Questo gli permette di avere una completa protezione da graffi ed assorbimento di liquidi. 

Grazie all’olio si ha l’opportunità di calpestare la materia viva, poiché non occlude il legno: ogni volta che entreremo nella nostra casa, sentiremo distintamente l’aroma naturale del legno;

L’olio ha però la caratteristica di esaurirsi causa i lavaggi ed i camminamenti; questo implica la necessità di ripristinarlo utilizzando ESCLUSIVAMENTE i prodotti consigliati dal rivenditore/produttore.  Di media, in un’abitazione privata, l’oliatura di manutenzione periodica va fatta 2 volte l’anno (ma varia in base a molti fattori: tipo di utilizzo, flusso di traffico sul pavimento / umidità dell’aria nell’ambiente, riscaldamento a pavimento, ecc…).

Al momento della ri-oliatura periodica, c’è poi la possibilità di intervenire localmente su eventuali graffi ed ammaccature al fine di nasconderli o ridurli.

Anche per la pulizia quotidiana, è caldamente RACCOMANDATO utilizzare soltanto i prodotti idonei al vostro pavimento, al fine di evitare danni alla superficie. 

Nulla di trascendentale, si tratterà soltanto di applicare questa routine e soprattutto di portarla avanti nel tempo. 

 

CARATTERISTICHE DEL PARQUET VERNICIATO

La vernice: ormai le datate a base solventi sono state abbandonate per una questione di salute e salubrità dell’aria. 

Oggi si trovano normalmente in commercio quelle poliuretaniche applicate ad UV oppure quelle a base acqua. 

Si tratta di diversi strati di vernice protettiva applicati in una certa grammatura direttamente sullo strato a vista, che va a creare quindi una sorta di pellicola che sigilla e protegge il vostro pavimento in legno. 

Questo tipo di finitura è sicuramente la più pratica: non necessita di manutenzione particolare se non il lavaggio ordinario (è sempre caldamente CONSIGLIATO l’utilizzo dei soli prodotti idonei, cioè SAPONI E DETERGENTI NEUTRI NON AGGRESSIVI). 

La vernice non lascia però emergere l’odore tipico del legno, poiché è a tutti gli effetti “coperto” da strati di vernice. 

La vernice andrà via via rovinandosi ed usurandosi con l’utilizzo, senza possibilità di ripristino localizzato. 

Si dovrà quindi far eseguire da un parquettista la levigatura di tutta la pavimentazione e ri-applicare i nuovi strati di vernice. 

CONCLUSIONI 

  1. Il parquet ad olio ha bisogno di manutenzione ma permette il vero contatto col legno; 
  2. Il parquet a vernice non ha bisogno di particolari cure ma in caso di graffi non si ripristina…

 

Voi quale scegliereste? 

 

scritto da Francesca Ghinelli

21-09-2021

QUANDO SCEGLIERE IL MASSELLO E QUANDO INVECE IL MULTISTRATO? 

Il pavimento in legno è una delle pavimentazioni più antiche e prestigiose di sempre; basti pensare alla meravigliosa Reggia di Versailles in Francia, i cui pavimenti sono splendidamente e riccamente decorati con parquet di varie forme ed essenze, assolutamente all’altezza dei reali che li calpestavano.

interno della Reggia di Versailles.

Tuttavia, come sempre accade, la tecnologia ha via via modificato questo tipo di pavimentazione, migliorandone struttura e durata.

Infatti, ai tempi esisteva soltanto il pavimento in legno costituito da elementi di legno massello, che venivano inchiodati e, successivamente nei secoli, incollati.

Da metà degli anni ottanta a questa parte invece, proprio qui in Italia, patria di molteplici invenzioni, il Professor Guglielmo Giordano elabora una soluzione avanguardista che risolverà moltissimi problemi comuni a questo materiale: il parquet prefinito.

Si tratta di un materiale TECNOLOGICO, un multistrato costituito normalmente da uno strato di supporto a strati incrociati di betulla (o conifera similare), tagliato trasversalmente, sul quale viene incollata una lamella di qualche mm di spessore dell’essenza selezionata (es. Rovere o Noce).

La betulla è un legno molto resistente ma allo stesso tempo flessibile, quindi il multistrato ha la funzione di migliorare la stabilità del materiale, specialmente nei casi di sbalzi di temperatura e cambi di umidità.

I tagli longitudinali, permettono una migliore adesione con il sottofondo e una maggiore distribuzione dei carichi e delle tensioni.

Esempio di parquet prefinito due strati

Questo fa sì che il parquet sia molto più gestibile nel tempo e nella quotidianità.

Tant’è che il pavimento in legno prefinito è ora il migliore alleato del massetto riscaldante/raffrescante, cosa più complicata invece per un massello, che ha una forte tendenza a fessurare con il clima invernale ed a dilatarsi in estate.

“Ok, ma il prefinito può essere levigato meno volte di un massello!”

Questa frase, che ci capita di sentire molto frequentemente, non è del tutto corretta, in quanto dipende da cosa si va ad acquistare!

Ciò che dovete verificare con attenzione sono i mm dello strato a vista (o legno nobile), che per normativa, deve essere di minimo 2,5 mm di spessore.

Esistono però plance con anche 5-6 mm di spessore, più del doppio del minimo di legge!

Questo significa che possono essere tranquillamente equiparati ad un parquet massello in quanto a numero di levigature possibili!

Il massello poi, non può comunque essere levigato oltre la metà del suo spessore totale, poiché si rischia che il listone si incurvi perdendo il suo equilibrio originario.

Lo spessore di un parquet massello va da un minimo di 10 mm ad un massimo di 22 mm circa.

Naturalmente, più spessore si acquista, maggiore sarà il costo (ed anche la durata! – ritorniamo a pensare ai pavimenti di Versailles ultracentenari!).

Acquistare un pavimento in legno prefinito, non significa scegliere un materiale meno pregiato, ma optare per un materiale tecnologicamente più avanzato del suo antenato.

Ultimi, ma non per importanza,i tempi e i modi di posa:

Il parquet tradizionale ha necessità di “riposare” dopo essere stato posato, per un tempo variabile (di media 2 settimane) per far sì che sia correttamente acclimatato ed assestato nell’ambiente.

Il prefinito è invece immediatamente calpestabile dopo la posa (24 h) e permette quindi di stendere la vernice e terminare il lavoro in tempo minore (se non è già stato finito industrialmente dal fornitore – evento altamente probabile oggigiorno).

Pertanto, i tempi moderni sempre più frenetici, hanno portato inevitabilmente alla scelta di un pavimento più rapido da posare, spesso anche già verniciato od oliato in fabbrica, prima della posa stessa.

In conclusione, non esiste un pavimento meno pregiato dell’altro, – a parità di essenza e spessore,  ma piuttosto si può considerarli come due prodotti simili nel risultato finale ma differenti in struttura.

Sta tutto nel capire le proprie esigenze personali (e di cantiere, che a volte sono intransigenti) e di adeguarle ad una scelta coerente e soddisfacente.

Affidandovi ad un professionista formato, farete sicuramente questa scelta con serenità e competenza.

                                                                               Scritto da Francesca Ghinelli

                                                                                   19-07-21

Ed eccoci giunti ad una famigerata questione che da sempre preoccupa una buona fetta di acquirenti.

Molto spesso, chi non ha mai vissuto con un parquet in casa, tende ad essere reticente sul posarlo anche negli ambienti più difficili della casa, quali bagno e cucina.

…Dal nostro punto di vista, è un peccato mortale!

Secondo noi, è proprio nell’ambiente bagno che il legno sprigiona tutte le sue virtù e doti!

Cosa c’è di più bello di trovarsi a piedi nudi su di una pavimentazione calda e confortevole dopo aver fatto una doccia rilassante? E specialmente nei mesi freddi, aggiungerei!

Sicuramente questi ambienti sono i più “complicati”, ma con poche semplici abitudini, potrete viverli e goderne con serenità.

Per esempio, è sufficiente mettere un tappeto all’uscita della doccia o vasca, per evitare un allagamento.

Le gocce che saranno ugualmente fuoriuscite, verranno poi asciugate in tutta tranquillità con un panno, poiché il parquet di alta qualità, essendo trattato ad olio o vernice, non le avrà di certo assorbite in tale lasso di tempo.

Il nostro fidato alleato è quindi certamente la TEMPESTIVITA’.

E’ importante asciugare il liquido caduto a terra non appena ci è possibile, specialmente se si tratta di grandi quantità, per evitare il ristagno prolungato.

Infatti, anche della semplice acqua rimasta a terra per diversi giorni, facilmente andrà a macchiare il parquet, poiché questo l’avrà assorbita.

Cosa che, ribadiamo, se il parquet è correttamente manutentato e protetto da vernice o olio, non accade nell’intervallo temporale in cui una persona si fa un bagno.

Questi casi di assorbimento possono ahimè avvenire qualora si dovesse rompere un tubo dell’acqua, un termosifone od altro elettrodomestico, magari mentre siamo in vacanza o fuori per il weekend.

Ma attenzione: sono rischi che riguardano tutti gli ambienti di casa!

– E che riguardano la quasi totalità delle pavimentazioni (laminato – resina – persino le piastrelle, se significa romperle per aggiustare una perdita d’acqua).

Rischi che un’amante del parquet è disposto a correre, e che a maggior ragione vale la pena prendersi anche per bagno e cucina, per ottenere un ambiente al 100% confortevole ed uniforme con un unica bellissima pavimentazione.

ps. Sapevate che utilizzare un’unica pavimentazione aiuta ad ingrandire otticamente gli ambienti? –

Naturalmente esistono prodotti molto aggressivi (quali detergenti, smacchianti e così via) che possono danneggiare il parquet anche in brevissimo tempo, ai quali bisogna prestare attenzione ed utilizzarli con cautela.

Ma qui vi voglio ricordare che gran parte della bellezza del legno sta soprattutto nelle sue imperfezioni, nei graffi, segni e macchie provocati vivendolo.

E pur sempre rammentandovi che è uno dei pochissimi materiali che si può riportare a nuovo (o quasi – in caso di danni veramente eccezionali) tramite levigatura e nuova applicazione di vernice od olio.

pps. In foto parquet in bagno…anche a rivestimento! Mai pensato?

Vi sentirete come in una SPA, ma a casa vostra!

                                                                                          Scritto da Francesca Ghinelli

                                                                                                                         18-06-2021

PARQUET CON NODI OPPURE PRIMA SCELTA? 

Oggi parliamo di un argomento più strettamente collegato all’estetica: la selezione del parquet. 

 

Come sappiamo, il legno non è mai UGUALE, ed è proprio ciò che lo rende bello ed affascinante: il suo essere sempre diverso ma comunque riconoscibile. 

Le classificazioni ufficiali della normativa europea UNI EN13489:2018 sono TRE: 

  • Cerchio: prima scelta o “rigatina” 
  • Triangolo: scelta rigata/fiammata 
  • Quadrato: scelta rustica 

 

I parchettifici, devono quindi obbligatoriamente indicare la scelta del prodotto, basandosi su tale normativa, o molto spesso, creandone anche di nuove, le cosiddette “classi libere” per le quali vengono specificate le varie caratteristiche tramite una tabella. 

In fase di acquisto di un pavimento in legno, è quindi importante sapere in quale scelta viene classificato, per sapere a quale materiale si sta andando incontro. 

Molti anni fa, la fetta più grande del mercato preferiva una scelta cerchio, perché più pregiata e di lusso. 

Talmente perfetta da risultare per altri quasi “finta”. 

Gli ultimi anni hanno subito un netto cambio di rotta: ormai in moltissimi prediligono le scelte più rustiche e country, che presentano forti stonalizzazioni di colore, spaccature, nodi grandi ed in rilievo, macchie di alburno, strappature, ecc. 

Questo perché si è sempre più alla ricerca di MATERICITA’ e NATURALEZZA.

Non esiste un giusto o sbagliato su quale selezione acquistare, poiché si tratta di gusto puramente personale. 

A livello pratico però, una scelta country permette una più semplice vivibilità del parquet, poiché i nuovi graffi, segni ed ammaccature che si creeranno vivendolo, si nasconderanno automaticamente con quelli già presenti. 

Al contrario, una scelta molto pulita ed uniforme, metterà in risalto ogni piccolo danno. 

Altra importante faccenda è il tipo di finitura: più è lucida, più si vedrà chiaramente il graffio; più è opaca, meno si noterà. 

Con l’avanzare della tecnologia, sono state inventate finiture che mantengono il legno con un effetto grezzo, materico e ruvido al tatto. 

Infine, dovrete valutare il vostro gusto estetico, che tipo di arredo pensate di abbinarci ed anche che abitudini avete (chi possiede animali domestici, chi ha bambini piccoli, oppure in caso di un locale pubblico, è più facile che si orienti su una scelta country e con finitura opaca). 

Ricordate infine che, anche nella prima scelta “cerchio”, nonostante ci siano rigidi parametri da rispettare, potrete ugualmente riscontrare delle differenze rispetto al campione visionato in sala mostra. 

Questo perché non bisogna mai dimenticare che il legno è un materiale vivo e naturale, ed ogni pianta è unica e non replicabile. 

 

scritto da Francesca Ghinelli

10-05-2021

LAVAGGIO STRAORDINARIO IGIENIZZANTE

Come mantenere il nostro pavimento in legno BELLO nel tempo?

Spesso si parla di levigatura, ma troppo poco dello STEP precedente a questa più comune manutenzione straordinaria che si attua su un pavimento in legno.

Quindi alla levigatura ma solo dopo una decina di anni.

Invece è MOLTO importante (e spesso troppo poco conosciuto e consigliato) il Lavaggio Straordinario Igienizzante.

Che cos’è?

Si tratta di un lavaggio fatto da un parquettista qualificato mediante l’utilizzo di una macchina specifica chiamata lavapavimenti a rulli con l’impiego di prodotti professionali detergenti e igienizzanti che, oltre ad igienizzare in profondità, possono eliminare macchie ed aloni formatesi nel tempo.

IMPORTANTlSSIMO: al termine, viene applicato un POLISH che permette di ravvivare e preservare il nostro stupendo pavimento. Con il normale utilizzo questo polish va via via esaurendosi.

E’ quindi importante ripetere questo trattamento sistematicamente.

L’ intervento è rapido, infatti dopo 4/6 ore il pavimento è nuovamente pedonabile; inoltre non deve essere fatto ad appartamento sgombro ma, proprio per la sua natura non invasiva, è possibile procedere una stanza alla volta, spostando solo l’occorrente.

Per maggiori informazioni contattateci!

Potremo studiare INSIEME un piano di lavaggio annuale personalizzato al fine di preservare ed allungare la vita del vostro pavimento in legno.

macchina lavapavimenti a rulli per lavaggio parquet rovere

 

scritto da Nicole Campani

08-04-2021

LEGNI DA ESTERNO

Con la primavera alle porte e l’avvento delle belle giornate è arrivato finalmente il momento di goderci i nostri spazi esterni…giardini, terrazzi, balconi…

e perché non decidere di rinnovarli con un bel pavimento in legno?

Quale migliore occasione per parlarne!

 

IL LEGNO E’ UN MATERIALE CALDO, ECOLOGICO E NATURALE.

Un pavimento in legno da esterno infatti, dona ai vostri ambienti una nota calda ed accogliente ma al tempo stesso molto raffinata. 

Di questi tempi, in cui si parla tantissimo di preservare l’ambiente, un aspetto da non trascurare è sicuramente l’ECOLOGIA del materiale stesso e la naturalezza intrinseca: per natura il legno è rinnovabile con semplici e periodiche manutenzioni. Inoltre, decidendo di scegliere il DECKING per i vostri spazi esterni, si hanno una serie di vantaggi, tra cui la porosità naturale che dona al vostro ambiente una caratteristica antiscivolo naturale e la possibilità di rendere la pavimentazione ispezionabile all’occorrenza. 

Ora entriamo un po’ più nel dettaglio, parlando di alcune tra le essenze più utilizzate per le caratteristiche che li rendono adatti a tali location.

Il re dei pavimenti da esterno è sicuramente il TEAK. Questo legno cresce in grosse foreste tropicali in asia o estremo oriente ed ha un elevata stabilità dimensionale ed un’eccellente resistenza agli agenti atmosferici;

Rimanendo ai tropici parliamo poi dell’IPE’, un’essenza molto elegante e dalla grande personalità. Si distingue per la sua durezza e buona stabilità; è sicuramente ideale a bordo piscina o in giardini ove è sottoposto al contatto continuo con umidità ed intemperie per via dell’elevata resistenza all’acqua e alle muffe.

Una delle domande più frequenti che ci viene posta è “Come faccio a scegliere quello più adatto per casa mia?”

Quello che mi sento di consigliarvi è, innanzitutto, di affidarvi ad un posatore qualificato che vi possa accompagnare nella scelta dell’essenza più adeguata, tenendo in considerazione…in primis l’esposizione agli eventi atmosferici e all’utilizzo che se ne vuole fare, oltre naturalmente all’estetica del prodotto ed al vostro budget di spesa.

Ricordatevi però: il legno, come abbiamo detto prima, è un materiale NATURALE e proprio per questo motivo dobbiamo prendercene cura per garantirne una durevolezza negli anni. Come farlo? Annualmente dovremo andarlo a nutrire con oli specifici riportando così i colori del legno alla loro naturale brillantezza ma soprattutto garantendo maggiore protezione da fattori abiotici, quali i raggi UV e le variazioni di umidità, ed anche da fattori biotici come attacchi da funghi ed insetti.

 

Scritto da Nicole Campani

08-03-2021